giovedì 10 maggio 2012

Il club dei ninja

immagine tratta dal web

Oggi pomeriggio dallo zaino di gnomo è uscito un foglio con su scritti tutti i nomi dei compagni di classe, e una serie di attività quali "giocare con le spade, con l'xbox e per le femmine ginnastica e canto".
Perplessissima, faccio la domanda che non avrei dovuto fare.
"Gnomo scusa, ma che roba è?"
"Mamma" parte in quarta "allora è il club dei ninja, partecipano tutti"
"Oh che cosa carina"
"Sì mamma lo dobbiamo fare qua"
"Oh che cosa non più tanto carina"
"Sì dai mamma ti prego"
"E mentre voi fate i ninja e le bimbe volteggiano cantando io che dovrei fare?"
"Te ne stai con le altre mamme in salotto a bere birra e caffè"
"...."
Giustamente, se mi riempi la casa di bambini ninja e canterini, l'unico modo per sopravvivere al pomeriggio è darmi all'alcol e alla caffeina...

martedì 8 maggio 2012

Cellule staminali, come conservarle

A cura di: Ufficio Stampa Sorgente


La conservazione delle cellule staminali del cordone è un argomento molto attuale. Ma in che cosa consiste la procedura per la raccolta e conservazione del sangue in una banca del cordone ombelicale?  Questo è un quesito molto importante cui rispondere poiché i futuri genitori potrebbero essere colti da dubbi.
Prima di tutto bisogno ricordare che le procedure adottate sono sicure e indolori sia per il bambino che per la madre e che sono realizzate da personale altamente specializzato e qualificato.
Vediamo però nel dettaglio cosa succede: al momento della nascita il personale ostetrico formato, utilizzando un apposito strumento, trasferisce il sangue del cordone ombelicale dalla vena ombelicale ad una sacca ematica che contiene un anticoagulante. Da questo momento il campione raccolto comincia un iter molto preciso e scrupoloso. Viene inizialmente sottoposto ad analisi ematologiche che servono a valutare, oltre a parametri come la cellularità e il volume, l'eventuale presenza di batteri o altri contaminanti che potrebbero causare problemi nella conservazione.
In un secondo momento, il campione subisce una serie di trattamenti specifici, come ad esempio l'aggiunta di dimetilsolffosido per evitare la formazione di cristalli di ghiaccio nelle cellule1. Successivamente il campione di sangue viene posizionato in biocontainers e  mantenuto a -196°C. Una temperatura tanto bassa viene raggiunta con azoto liquido o aeriforme e per un controllo efficace e sicuro, l'intero sistema viene costantemente monitorato così che qualsiasi eventuale variazione di temperatura all'interno del biocontainer sia rivelata celermente. Come ulteriore precauzione,inoltre, i biocontainers sono dotati di una fonte secondaria di azoto, pronta per essere rilasciata in caso di avarie, come ad esempio un black-out.
Tutti questi processi permettono la conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale per un lungo periodo di tempo. Recenti studi scientifici, infatti, hanno dimostrato che è possibile crioconservare le cellule staminali per un periodo che supera i 20 anni senza alterarne né la vitalità né le capacità proliferative2 e differenziative3. 
La conservazione del cordone ombelicale è di fondamentale importanza ed è ormai dimostrato che il sangue del cordone ombelicale sia un patrimonio biologico inestimabile che non deve essere in alcun modo sprecato.

Per maggiori informazioni: www.sorgente.com


Note bibliografiche
1. Moise, K.J., Jr., Umbilical cord stem cells. Obstet Gynecol, 2005. 106(6): p. 1393-407.
2. Broxmeyer, H.E., et al., Hematopoietic stem/progenitor cells, generation of induced pluripotent stem cells, and isolation of endothelial progenitors from 21- to 23.5-year cryopreserved cord blood. Blood. 117(18): p. 4773-7.
3. Broxmeyer, H.E., Cord blood hematopoietic stem cell transplantation in StemBook, T.S.C.R. Community, Editor. May 26, 2010.

venerdì 4 maggio 2012

Tre mesi fa

Tre mesi fa te ne sei andato. Tre mesi fa la vita ci ha dimostrato con violenza quanto può essere atroce. Tre mesi fa la mia, la nostra vita, si è spezzata.
E io ancora non riesco a crederci. Mi sembra semplicemente impossibile. A me, come alle sorelle e a mamma. Materialmente stiamo andando avanti, siamo tornate traballanti sui nostri binari. Ma dentro...No, non è possibile che siamo rimaste sole. Tu, come ha detto tuo cugino, sei sempre stato il perno della nostra famiglia, e ora questa famiglia non se ne fa una ragione.
Mamma è davvero forte, sai? Sì, lo so che lo sai perchè ho bisogno di pensare che sei nel luogo più bello, e ci sei accanto e ci proteggi, DEVO credere se no divento matta...ti dicevo, mamma si sta dimostrando tanto forte, sta portando avanti tutto quello per cui tu hai lavorato, ed è lei che fa coraggio a noi tre...lei, la cui vita è andata in pezzi in attimo, si fa forte per noi, perchè questo è quello che tu e lei avete sempre fatto, ci avete sempre messo davanti a tutto e tutti, anche a voi stessi.
Io sto cercando di fare altrettanto, di mostrarmi forte davanti a lei, davanti a tutti. Perchè tanto nessuno può aiutarmi, che senso avrebbe scaricare sugli altri il mio dolore? Provo a essere forte, ma è troppo difficile. Mi sembra di vivere in una bolla, in un limbo...sono sospesa...perchè ancora non ci credo. Mi aspetto di vederti sbracciare per salutarmi quando la macchina arriva nel viale di casa a Esseemme, mi aspetto di vedere il tuo numero sul display, mi aspetto di poterti chiamare perchè solo tu sai ridimensionare la mia ipocondria. E invece non succede niente di tutto questo. No, non ci credo...e quei pochi momenti in cui realizzo che è successo davvero sono momenti terribili, di un dolore che mi strazia da dentro, di un'angoscia che sale incontrollata.
Ti penso sempre, lo sai? Mi sto scoprendo tanto simile a te, o forse voglio essere tanto simile a te, o forse i tuoi insegnamenti, il tuo modo di pensare mi era entrato dentro in un modo che neanche io sapevo. Provo sempre a pensare tu cosa mi diresti o cosa mi consiglieresti. Sì, lo so che nove volte su dieci i tuoi consigli non li seguivo, ma era rassicurante per me sapere che tu sapevi che stavo sbagliando, perchè ho sempre avuto la certezza che qualsiasi cazzata potessi fare, tu saresti stato lì per me. Sei sempre stato lì per noi, le tue quattro donne.
E adesso mi manchi, ci manchi troppo.
Non è giusto. Non è giusto che tu non possa vedere la tua campagna che fiorisce, il tuo casotto degli attrezzi finito, la barca finalmente sistemata e in acqua. Lo so, dobbiamo portare avanti il tuo lavoro, dobbiamo fare tutto quello che stavi facendo tu, ma proprio non riesco a capire il senso, se tu non ci sei.
No, non è per niente giusto che tu non possa accompagnare tua figlia all'altare e conoscere i nipotini che arriveranno, non è giusto che non ti sia potuto godere a lungo i frutti di una vita di lavoro. Non è giusto che io non ti abbia sentito per tutta la settimana prima che succedesse, non è giusto che tu sia andato via così.
Mi manchi, davvero, non ce la faccio, divisa come sono tra il dolore, l'incredulità, la rabbia.
Ti voglio tanto bene...

lunedì 30 aprile 2012

Anche le pulci hanno la tosse...

Qualche pomeriggio fa io e gnometto siamo andati a casa dei nostri vicini, così, tanto per fare una cosa nuova...
Io mi sono fatta coccolare dalla mia amica, e mi sono regalata un'oretta di caffè, chiacchiere, sfoghi e sigarette, e gnometto era in taverna con i suoi miniamici.

Dopo un po' andiamo via e, una volta entrati in casa...
"Gnomo, allora, che avete fatto voi nani giù?"
"L'aperitivo"
"?????"
"Sì mamma, abbiamo mangiato noccioline e patatine, e abbiamo anche bevuto l'acqua"

Ecco, questo è il risultato per averlo sempre portato con me...(e comunque ha aperto la stagione degli aperitivi prima di me...parliamone!)

giovedì 19 aprile 2012

Tata mode: on

L'ho detto più volte, gnometto sembra in piena preadolescenza o forse, più semplicemente, nelle ultime settimane ho un po' perso il controllo.
Risponde, deve avere sempre l'ultima parola, nega sempre e comunque, anche l'evidenza.
Insomma, con lui è una lotta continua. E non per fare la polemica, ma il giorno peggiore è il lunedì dopo un week end dal padre. Già, perchè lì, visto che il padre non vuole intossicarsi gli unici due giorni in cui stanno insieme con discussioni pianti e punizioni, gnometto ha molti meno freni, e il lunedì diventa di rieducazione.

Ma fosse solo questo. Le lotte sono tutti i santi giorni, e uno dei problemi principali ce lo portiamo da non so quanto.
Gnomo, alla veneranda età di sette anni, ancora chiede l'accompagnamento per ogni passo che deve fare in casa. Capirete che diventa un filino una tortura. Hai voglia a spiegare all'infinito che i mostri non esistono, hai voglia a fare il giro della casa per dimostrare che no, a parte noi non ci sono altre creature, hai voglia a dirgli che deve smetterla di comportarsi come un bambino che ha appena imparato a camminare (anzi no, che da piccolo se ne andava allegramente in giro a godersi la sua libertà).
Le sue "prove di coraggio" durano pochi minuti e poi siamo di nuovo al "mamma mi accompagni?". E se non lo faccio per farlo andare da solo, capacissimo di non muoversi da dove sta.
In questo periodo poi, che sono tesa come non so cosa, non vi dico la gioia a ripetere sempre le stesse cose, a sentirmi chiamare ogni tre secondi.

E poi risponde. Cerca di avere l'ultima parola, non accetta, o semplicemente se ne frega, che quando gli si dice un no inutile continuare. Capacità di ascolto, o meglio, vaghissimo interesse per quello che gli si dice: NP.

Per qualche settimana non ho fatto altro che scoppiare, urlare e incazzarmi in maniera esagerata. Sbagliatissimo, lo so, ma davvero non so neanche io come faccio ad alzarmi la mattina e a tirare fino a sera. Ovviamente le urla non portano a niente, se non a stare male tutti e due, e allora ho fatto un passetto indietro, anche tirando fuori il dolore per papà con un pianto in solitaria piuttosto che con un urlo a gnometto.
Ok, mi sono calmata, ma i problemi restano. Allora, deviata da anni di visione di Sos Tata, ho scritto questo cartellone


Più che regole, semplicemente quello che ci aspettiamo da lui, in termini di autonomia e rispetto (che per il resto è il solito adorabile gnometto, anzi, sta diventando sempre più affettuoso e meraviglioso con me!).
Come sta andando? Alti e bassi, come in tutte le cose. So che molto dipende da me, dalla mia coerenza nel volere da lui certe cose (ovvio, so che se lo accompagno una volta in camera per non fare storie, mi frego da sola...), e mi sto sforzando anche io.
Si accettano consigli, suggerimenti, formule magiche...;)

lunedì 16 aprile 2012

Copia-incolla

Antefatto: molto spesso mio padre mi ha fatto notare quanto gnometto gli somigliasse, e non solo fisicamente, dicendo che tante cose che lui faceva e diceva le ritrovava in mio figlio, e che avevo praticamente fotocopiato il suo dna!

La settimana scorsa, quando eravamo ancora ad Essemme, sono andata nel minicentro commerciale con mia madre e gnomo, che aveva bisogno di scarpe. Dopo una scelta lunga e faticosa (quanto può essere vanitoso e complicato un bambino di sette anni???), la creatura è uscita trionfante dal negozio con le sue scarpe nuove, e finalmente io e mia madre ci siamo dedicate ad altre commissioni. Mentre camminavamo nel supermercato, gnomo a un certo punto si ferma e controlla le suole delle scarpe.
Io e mia madre, che già conoscevamo questo gesto, ci siamo guardate e gli abbiamo chiesto cosa stesse facendo.
"Stavo controllando se erano già sporche, è peccato sono nuove"
Indovinate chi da bambino faceva la stessa identica cosa???



p.s. se guardo il mio blog degli ultimi mesi, non si può non dire che non sia lo specchio della mia vita...è che mi sembra di avere tanto da dire, e invece non è così, ho paura di dire sempre le stesse cose, come mi succede anche con le amiche, che cerco di sentire sempre meno a telefono, ho solo bisogno di fare ordine, di capire e di dare una direzione alla mia vita...spero possiate capire, e avere un po' di pazienza con questo blogghino quasi abbandonato...

mercoledì 11 aprile 2012

La nostra Pasqua...e il pasqualone!

Rientrata alla base! Fatto buona Pasqua?
Per noi, la prima festività senza papà, è andata...come, non si sa. Ci è mancato, tanto, siamo stati tutti insieme, e senza dubbio questo ci ha aiutati. Abbiamo mangiato, siamo stati due giorni chiusi in casa visto il ritorno dell'inverno, e quando finalmente il tempo ce lo ha concesso ne abbiamo approfittato per inaugurare la stagione degli aperitivi e delle passeggiate in campagna.
E dato che è da un po' che non vi ammorbo, voilà una serie di fotine che la metà basta...



il tortano che ha fatto MrBig


Ovviamente non sono mancate le gnomoperle di saggezza...una su tutte ieri mi guarda serio e fa "mamma ma se ieri era pasquetta oggi allora è pasqualone?"....gnapossofà!!!